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Questo bullismo

cyberprzemoc-svgOggi si parla del bullismo come di “un nuovo fenomeno di massa, un virus pericoloso che si sta espandendo a vista d’occhio”.
Il bullismo è sempre esistito.
L’unica differenza è che oggi finalmente SE NE PARLA.
Gli anni ’80 e ’90 sono stati anni tremendi, a livello di bullismo.
Chi li ha vissuti può confermare quello che sto dicendo. A scuola, per le strade, pugni, schiaffi e sputi erano all’ordine del giorno. Alcuni angoli del mio innocentissimo paesino collinare era meglio evitarli…
Nei parchi giochi, stravaccati sulle panchine potevi tranquillamente incontrare gruppi di ragazzi e ragazze pronti ad aggredirti per un niente, giusto per passare il tempo, anche solo verbalmente, senza un motivo vero e proprio. Ricordo molti miei compagni di scuola che erano quotidianamente nel mirino di certi gradassi e nonostante questo fosse evidente, non si sentiva quasi mai parlare di denunce, di vie penali, a differenza di oggi. Inoltre non esistevano i cellulari e nessuno girava per le strade e nelle scuole con una fotocamera in mano, pronto a riprendere qualsiasi minchiata.
Insomma era un argomento poco discusso, affrontato forse con troppa leggerezza.

Ma non è un fenomeno del momento. Oggi è solo più semplice raccogliere le prove e discuterne attraverso i media, condividendo, passando parola.

Si può dire quindi che l’arrivo di internet per molte vittime del bullismo sia stato una manna dal cielo, per altre invece soltanto un altro mostro da combattere, un nuovo luogo non fisico in cui tenere gli occhi bene aperti. Difatti alcuni tipi di abusi hanno trovato nuova vita online (dando luogo così al cyber-bullismo) dove il bullo può ottenere notevoli risultati con più facilità rispetto alla realtà, stando comodamente sul divano all’interno delle proprie quattro mura.

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Cibo matto

La maggior parte della gente ha bisogno di nutrirsi di violenza.
E’ normale che ti attacchi in quel modo, verbalmente.
Quel tipo di gente detesta le persone ragionevoli perché la ragione é un veleno per il suo “cibo” preferito, la violenza appunto.
Ma anche per la distrazione.
La pazienza é invece sinonimo di debolezza, per qualcuno.
Per fortuna io, quando non capisco, sto zitto e mi metto a giocare, come da piccoli, quando avevamo già capito tutto.

 

– C. Camaur


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“Il verso del cane” è la nostra voce interiore. Siamo noi, che nel frastuono delle opinioni altrui, nei faccia a faccia con le nostre scelte interiori quotidiane permettiamo che la voce del cuore venga soffocata dalla paura mentre cerca invano di rivelare la semplice verità. Nessun altro meglio del cane rappresenta la solitudine dell’individuo, complice e ostaggio dei suoi (apparentemente) simili. Dedicato al mio primo cane, grande poeta e grande amico, Bubu.

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