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È tutto nella mente? Cosa ne pensi?

 

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Ieri notte ho sognato il mio primo cane, Bubu, scomparso il 23 ottobre di 5 anni fa.

Posso definirlo un sogno ricorrente, ma non troppo. Mi capita forse ogni tre mesi.

In pratica lui è vivo, sano, bellissimo e sembra non avere un’età. Tutto appare dannatamente reale ed è come se in questo sogno io mi risvegliassi da un incubo. Come se la sua morte fosse stata soltanto un’illusione, un male passeggero. Come se il tempo non esistesse e fosse parte dell’illusione.

Ci facciamo le coccole per tutta la durata del sogno, poi all’improvviso, puff…tempo scaduto. Come se nulla fosse successo.

Oppure, guardando il bicchiere mezzo pieno: è come se io e lui avessimo trovato una dimensione alternativa ed onirica in cui incontrarci, dato che il mondo reale non ce lo permette.

Non so che cosa pensare. Non so nemmeno perché voglia condividere questo pensiero online. È che dopo un sogno del genere ti restano in testa delle domande che molti nella storia della filosofia si sono già posti e che non troveranno mai un’unica risposta. Soltanto delle interpretazioni.

Faccio fatica a capire se un sogno del genere sia solo frutto di una suggestione. Che è anche una visione maledettamente terrestre, egoistica e poco fantasiosa.

Vorrei capire che cos’è il tempo, qual è la sua vera dimensione.

Vorrei capire qual è il confine tra la mente e tutto il resto.

A te è mai capitato? Cosa ne pensi?

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Partenze e destinazioni

sogni

I tuoi sogni sono la giusta direzione.
E senza badare al tempo speso,
il cammino intrapreso è già un traguardo,
un successo inatteso.

Paura di vivere veramente

Che n’è stato di quell’ape che non produceva il miele

e lasciava l’alveare?

E di quella formica

che alle altre non si univa per aumentare il loro “pil”…

Chi ha sentito di quel lupo

uscito dal suo branco per conoscere un po’ il mondo?

O di quella pecora che si guardava intorno

e non voleva essere più gregge…

Puntualmente in ritardo, eccomi qui! Con un nuovo progetto!

Dopo parecchi giorni d’assenza dal mio blog, ritorno per portarvi qualche news riguardo la mia attività di scrittura. Come quando sono in sella alla mia bici o a piedi o (raramente) in auto, o ancor più spesso, quando cavalco la mia fantasia, amo imboccare nuove strade, provare nuovi percorsi, che spesso si allontanano dai tracciati convenzionali. Mi piace sentire ogni tanto il sapore dell’avventura, o quantomeno della novità… Primo, perché sono curioso e mi piace mettermi alla prova non soltanto con le idee ma anche con i fatti, secondo, non amo fossilizzarmi in un’unica cosa, in un unico stile, rischiando così di perdere l’occasione per conoscere nuovi punti di vista e stili di vita, utili per me stesso, per esplorare nuove dimensioni del mio essere e quindi per migliorarmi.

Ebbene, ho sempre tentato in passato, forse con troppo poca convinzione, di fondare una band, o comunque di provare ad accostare la musica alle parole che scrivo, trasformando i miei pensieri in canzoni. La canzone non è poi così diversa dalla poesia, nel complesso, anzi si può dire che corrano tutte e due sulla stessa carreggiata, verso la stessa destinazione, tutte e due possono disporre dello stesso potere, della stessa energia. Sono composte della stessa sostanza spirituale. Spesso e volentieri le canzoni sono vere e proprie poesie, nelle quali ci si immerge e ci si perde allo stesso modo. La musica che le accompagna le può rendere ancora più potenti e coinvolgere un pubblico più ampio.

Fin qui non credo di avervi detto nulla di nuovo. La novità, come forse avrete intuito, è che sto fondando un gruppo musicale, in cui sarò autore dei testi insieme al mio fido chitarrista e inoltre sarò la voce principale. La musica è parte di me fin dalla nascita. Ho sempre ascoltato di tutto perché i generi musicali sono come il cibo, si può apprezzare una pizza come allo stesso modo il sushi o una wiener schnitzel. Chiaramente come nella cucina, così nella musica, ci sono dei gusti che prediligo rispetto ad altri. Amo molto il rock anni ’60/’70, non escludo il sound ’80 e ’90, mi piacciono da matti le rime, quindi per me il rap ’90 è sempre stato un punto di riferimento nella scrittura; amo la musica black, dal jazz al blues, al soul, al rhythm & blues, al funk, al rap, al reggae… Mi piace molto l’elettronica, apprezzo la house music, ma allo stesso tempo sono in grado di apprezzare la musica classica, così come il cantautorato italiano.

La linea che seguiremo noi e che ci accomuna in questo percorso musicale sarà più o meno quella del rock & roll, puro, un po’ blueseggiante, con l’aggiunta di qualche esperimento strada facendo soprattutto per quanto riguarda gli spettacoli live dove poesia ed immagini potrebbero accompagnarci in diverse forme e stili. Ma non voglio svelare ancora nulla, anche perché è ancora una bozza. Siamo ancora incerti nella scelta del batterista ma da due settimane ci stiamo dando da fare nella nostra sala prove e con la calma e un pezzo alla volta, realizzeremo il progetto curando man mano ogni dettaglio. Sarà l’inizio di un nuovo percorso senza scadenze. Un sogno che vorrei condividere con voi, qui e non solo.

Nel frattempo sto continuando a lavorare sul mio secondo libro, il quale non sarà questa volta una raccolta di poesie bensì un’opera in prosa, un saggio dal sapore poetico, se così posso chiamarlo, ma che sinceramente faccio fatica a definire.

 

Per il resto, senza paura, raccontatemi di voi se ne avete voglia, nei commenti, di cosa ne pensate e se anche voi state seguendo un percorso simile al mio!

Vaffanculo a te

Buonanotte a te
che nonostante la tua faccia
riesci ancora a prender sonno

Buonanotte a te
che non riesci a stare solo e in pace
perché poi rischi di pensare

Buonanotte a te che non fai luce
e splendi all’ombra del più forte

Buonanotte a te
che non hai mai rincorso una farfalla
se non per toglierle le ali

Buonanotte a te
che vaghi in cerca di alleati
per non rimetterci la faccia

Buonanotte a te che ti lamenti
di tutto ciò che hai scelto tu

Buonanotte a te
che vivi dentro una statistica
e che ormai non sogni più

Buonanotte a te
che sei sempre così uguale

Buonanotte a te
che sei troppo normale per darti anche del pazzo

Buonanotte a te
che non capisci un cazzo

Scendi! (continuazione di “Un approccio diverso”)

Galaxy Express 999

Galaxy Express 999

Questo paese è un treno che corre veloce verso un futuro ignoto, una sorta di “Galaxy Express 999”, ve lo ricordate?

Quel treno spaziale futuristico dall’estetica very vintage, i cui passeggeri erano persone con un corpo meccanico che spingevano l’umanità verso l’estinzione.

La solitudine e il pessimismo del nostro popolo sono i tratti che caratterizzano il volto di Masai, il protagonista dell’anime in questione, un bimbo che viaggia sul Galaxy e che è diretto verso il pianeta degli uomini robot, nella speranza di trovare anche lui un corpo meccanico indistruttibile che gli permetta di vivere duemila anni.

[nel nostro caso, tempo utile per assicurarci un’utopica pensione…]

Questo paese è un treno che viaggia all’infinito, senza mai fermarsi, dal quale ci ripetono ogni giorno che è vietato scendere…

Questo paese è un treno sul quale forse non ci siamo ancora pentiti abbastanza di esserci saliti…

Questo paese è una cazzo di realtà virtuale in cui crediamo di governare i comandi del gioco ma dove in verità è il gioco a governare noi, obbligandoci ad inserire crediti in continuazione per tenerci in vita e continuare a perdere la partita.

Il 90% di chi possiede ancora un “impiego”, lavora dalla mattina alla sera percependo uno stipendio inumano che non gli permette di coprire il caro prezzo della benzina per raggiungere il posto di lavoro, delle tasse e di un’infinità di cose (per lo più inutili)che produce e compra.

Assurdo.

Se non fosse perché esiste già un terzo mondo, la medaglia di bronzo sarebbe nostra. Di questo nuovo Occidente.

Dove sei finita, cara dignità? E che cazzo è l’economia?

Come mai non c’è uno, dico, un solo investimento nei sistemi alternativi, un solo investimento nelle persone “normali”, nell’individuo, nella formazione delle persone, per ridare un significato a parole come “essere umano”, lavoro” e “democrazia”?

La democrazia è una presa per il culo per babbei che credono che la giustizia esista in un paese che apparentemente non vive sotto una dittatura.

Ah comunque ho letto oggi sul giornale che dalle mie parti cercano “ULTRASUONISTI”…

Capite che i concetti di “lavoro” e di “annuncio di lavoro” sarebbero leggermente da rivedere?

Continuare a viaggiare su questo treno inarrestabile è controproducente e non ci conduce verso la “terra promessa”. Non ci resta che capirlo davvero, attrezzarci per bene, pensando a ciò che siamo stati o a ciò che avremmo voluto essere da tempo, e scendere al volo e incamminarci per raggiungerci, step by step. Prima di diventare interamente dei robot. Almeno che non lo desideriamo disperatamente, come Masai.

E’ tempo di riprenderci il tempo…

quello perduto assieme all’autostima, alla dignità, alla consapevolezza, a tutto ciò che ci permette di percepire la nostra esistenza, come anche l’affetto di un amico che trascuriamo ormai da troppo tempo a causa della fretta e delle ore che perdiamo frequentando individui che ci sono stati imposti da condizioni e situazioni di vita determinate dalle nostre scelte quotidiane distanti dal nostro vero essere.

Riprendiamoci il sogno.

Una persona che non è capace di sognare è già morta.

Il sogno è quel particolare che ci contraddistingue e che ci assomiglia intimamente, che poi un giorno magari saremo liberi di stracciare, di calpestare, perché la fine è importante in tutte le cose, come viene insegnato in Hagakure. Ed è giusto che siamo noi a scegliere che fine far fare a noi stessi e al nostro sogno, dopo averlo sedotto amato e violentato, sempre con il telecomando della nostra vita in mano.

Ma senza sogni non siamo un cazzo, gente.

Siamo cloni che vagano vuoti nel vuoto, senza meta, con l’espressione piatta di chi si è arreso prima di partire.


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“Il verso del cane” è la nostra voce interiore. Siamo noi, che nel frastuono delle opinioni altrui, nei faccia a faccia con le nostre scelte interiori quotidiane permettiamo che la voce del cuore venga soffocata dalla paura mentre cerca invano di rivelare la semplice verità. Nessun altro meglio del cane rappresenta la solitudine dell’individuo, complice e ostaggio dei suoi (apparentemente) simili. Dedicato al mio primo cane, grande poeta e grande amico, Bubu.

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