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NUOVO LIBRO in arrivo

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Buon viaggio. 

La solitudine del freddo

Fatti conoscere per ciò che ami.

Cibo matto

La maggior parte della gente ha bisogno di nutrirsi di violenza.
E’ normale che ti attacchi in quel modo, verbalmente.
Quel tipo di gente detesta le persone ragionevoli perché la ragione é un veleno per il suo “cibo” preferito, la violenza appunto.
Ma anche per la distrazione.
La pazienza é invece sinonimo di debolezza, per qualcuno.
Per fortuna io, quando non capisco, sto zitto e mi metto a giocare, come da piccoli, quando avevamo già capito tutto.

 

– C. Camaur

Un nuovo libro, un nuovo viaggio: ricominciare

Siamo giunti al termine di questo penultimo mese dell’anno, quasi freddo, che alterna tepori di fine estate a nuove gelate improvvise che preannunciano un clima e un’atmosfera un po’ più coerente con il periodo dell’anno in cui ci troviamo. Siamo in inverno e l’inverno per me rappresenta una fucina dove riscaldo i miei nuovi progetti da lavorare successivamente a mano con pazienzaI miei progetti non sono altro che sogni che ho intenzione di realizzare in tempi quasi mai brevi e definiti. Quest’anno si tratta di un nuovo viaggio e di un nuovo libro da scrivere. Quindi i viaggi saranno due.

La bicicletta in questo 2013 mi ha regalato un’infinità di emozioni e di dimensioni spesso surreali in cui non mi ero mai calato prima. Mi ha fatto sentire padrone del viaggio e del mio tempo, senza filtri, senza fretta, con il suo passo spesso incerto mi ha dato la possibilità di conoscere nuovi lati del mio io, un nuovo tipo di rapporto con me stesso e con le persone che ho incontrato lungo il cammino. La calma della bicicletta mi ha permesso di capire che la natura non ha confini geografici, nemmeno quelli che pensiamo di conoscere, mi ha fatto capire che i limiti risiedono unicamente nella nostra mente e che sono superabili con la buona volontà. A scuola mi hanno sempre criticato sotto questo aspetto: insinuavano che avevo poca volontà e ritenevano che avrei potuto ottenere migliori risultati se mi fossi applicato almeno un pochino. E sapete che vi dico? Che avevano ragione. Credevo che il mio problema dipendesse unicamente dal fatto che gli insegnanti non erano in grado di trasmettermi i giusti stimoli per seguire le loro lezioni poiché me le imponevano e le vivevo come delle costrizioni nonostante gli argomenti in sé, spesso e volentieri molto interessanti. Con il passare degli anni però mi sono reso conto che quel problema che credevo legato solamente all’ambiente scolastico, continuava a seguirmi in ogni mia attività pur trattandosi di scelte che facevo io, senza il condizionamento di nessun altro, comportandomi praticamente nello stesso identico modo, come a scuola, vivendo ogni mia scelta come un peso, una costrizione e non un piacere come in realtà avrebbe dovuto essere. Ero sempre svogliato e poco caparbio. Non mi sono mai applicato abbastanza per far avverare i miei desideri. Mi sono limitato a guardarli da fuori come qualcosa in vetrina che non potevo permettermi di comprare. Ma come dice anche Battiato, “per avere disciplina ci vuole troppa volontà”. Il mio era un atteggiamento sbagliato, se desideravo qualcosa e non aveva alcun senso poi lamentarsi dando la colpa a qualcun altro per i miei insuccessi. Oggi il mio atteggiamento rispetto a ciò che voglio fare è cambiato e sono felice di aver superato questo mio limite. Non mi resta che continuare su questa strada, ora. Ma per giungere a questa conclusione (e a questo nuovo inizio) non è stato facile come scrivere questo post, ho dovuto lavorare molto su di me e calarmi nei profondi meandri di me stesso per capire e trovare la radice dei miei errori. Non è stato per nulla facile ma ne è valsa la pena.

La bici non è altro che un esempio figurato di questo tipo di viaggio dentro noi stessi alla ricerca dell’essenziale. Per andare nella giusta direzione la mente dovrebbe procedere come un ciclista e dissetandosi lungo il viaggio con una “bevanda energetica” contenente questi ingredienti:

Sincerità, amor proprio, pazienza, umiltà, volontà, semplicità, rispetto, osservazione.

Questi termini sono le “sostanze nutritive” che compongono la giusta dimensione in cui viaggiare verso un cambiamento sincero e costruttivo.

Sto valutando diverse destinazioni da raggiungere in bici durante il vicinissimo 2014 ma non c’è ancora nulla di concreto. Mi piacerebbe per esempio visitare qualche regione d’Italia, i boschi e i sentieri stupendi in cui camminava e abitava (soprattutto durante i suoi ultimi anni di vita) uno dei giornalisti e scrittori che ammiro di più al mondo, Tiziano Terzani. Oppure mi piacerebbe molto raggiungere la provincia di Assisi e fare una specie di reportage sul tempio buddista di Ananda, situato sulle colline umbre, dove vengono impartiti insegnamenti basati sui principi dell’antica scienza del Kriya Yoga e della realizzazione del Sé, trasmessi al mondo occidentale da Paramhansa Yogananda, autore dell’interessantissimo libro “Autobiografia di uno yogi, che consiglio di leggere. Il buddismo mi ha sempre interessato, nonostante io sia un anti-religioso, ci sono degli aspetti filosofici che mi hanno sempre affascinato dal di fuori e non mi dispiacerebbe vedere di che cosa si tratta un po’ più da vicino, con i suoi pro e contro. Oltretutto mi affascina molto il fatto che questo centro si trovi in Italia. Oltre confine avrei invece in programma mete molto più distanti come la Danimarca, l’Inghilterra, la Normandia ma restano tutte ancora idee vaghe e astratte per cui non mi sbilancio anche perché dipenderà quasi unicamente dal budget che riuscirò a raccogliere nei prossimi mesi.

Quest’anno è stato un anno di soddisfazioni, ho pubblicato anche il mio primo libro che nel suo piccolo ha avuto un discreto successo in zona. La presentazione a CormònsLibri 2013 è andata molto bene, un’emozione pazzesca parlare al microfono di qualcosa che ho fatto io con le mie mani, con quella buona volontà di cui parlavo prima.

Ho ricominciato a scrivere. Continuo a nutrirmi di spunti da libri, musica, film e situazioni che studio da tempo per cominciare subito un altro lungo viaggio: il mio secondo libro. Protagonisti e ambientazioni che prenderanno forma col tempo… Sarà una nuova ed entusiasmante avventura… Si prospetta dunque un inverno ricco di appunti, di pensieri e di suggestioni da trascrivere al tepore naturale delle legna che arde e scoppietta nella stufa. Detto questo, vi auguro un dicembre autentico, ricco di progetti, di idee originali, di avventure, di rapporti sinceri e di torte e biscotti fatti in casa.

Buon viaggio a tutti.


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“Il verso del cane” è la nostra voce interiore. Siamo noi, che nel frastuono delle opinioni altrui, nei faccia a faccia con le nostre scelte interiori quotidiane permettiamo che la voce del cuore venga soffocata dalla paura mentre cerca invano di rivelare la semplice verità. Nessun altro meglio del cane rappresenta la solitudine dell’individuo, complice e ostaggio dei suoi (apparentemente) simili. Dedicato al mio primo cane, grande poeta e grande amico, Bubu.

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