Archive for the 'Brutta Copia' Category

Dalla brutta copia del mio prossimo libro…

«Ci rompono i coglioni per decenni, ci sentiamo dire le peggio cose da genitori ed insegnanti, come se lo studio a prescindere fosse sempre più importante di quello in cui crediamo o del tempo che vorremmo spendere per capire in cosa crediamo. Per poi finire come spesso accade, a fare qualcosa che non c’entra un cazzo con tutto ciò che prima era di importanza vitale per tutti. Tranne che per noi.»

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[Dalla brutta copia del mio prossimo libro]

. . .Il sistema in cui viviamo è storto, è una rete infinita di distanze fisiche e mentali. Una massa che condivide una libertà costretta. Stiamo vivendo a metà, la nostra vita è fatta di carne e dati. E per tutto il resto c’è Mastercard.

…Siamo un arcipelago immenso di infinite piccole isole pronte a raggiungersi a qualsiasi distanza grazie alla tecnologia, in cambio di milioni e milioni di sfumature abbandonate in un dimenticatoio, in una soffitta tra la polvere e le ragnatele come qualcosa di superfluo, che non serve più, passato di moda, come la gentilezza.

…Quando mi capita di acquistare qualcosa in uno dei più recenti modelli di supermercato, magari all’interno di un centro commerciale, tralasciando già l’idea dell’introduzione della cassa automatica che mi crea squilibri cerebrali e fisici, noto che mi perdo. Mi perdo sul serio! Nella quantità inutile di cibi inscatolati mi perdo, che non trovo per nulla comoda e che l’unico consiglio che mi arriva è quello di uscire. Per come la vedo io, quella non andrebbe chiamata vasta gamma di prodotti bensì vasta gamma di spreco.

…Ogni scelta quotidiana individuale va ad incidere su un certo tipo di modello e di sviluppo sociale trasformandosi in grande iniziativa collettiva o in disastro. Basterebbe veramente poco per risolvere un sacco di problemi sociali ed economici. Qui si continua a parlare di quantità. Io voglio che si inizi a parlare di qualità, di personalità, di identità che unite si trasformino in collettività senza leader ma con un’etica superiore alle altre che è quella del buon senso.

…Dovete pensare a che cosa vorreste dare la priorità, se a voi stessi o alla casualità. Dobbiamo pensare in piccolo. Capire chi siamo nella nostra sotanza non significa solo uscire dagli schemi per il gusto di farlo e basta. Significa prendere in mano il telecomando della nostra vita, significa aggiudicarci il tempo necessario per raggiungere una certa consapevolezza di chi siamo, dei fatti quotidiani, di come si muovono le persone e il mondo intero. Significa accorciare le distanze tra noi e chi amiamo. Significa capire noi stesi attraverso anche gli altri, significa raggiungere un livello più umano di comunicazione fatto di tranquillità, senza sentirci in continuazione la pistola della fretta puntata alla nuca pronta a premere il grilletto ad ogni nostra minima sosta. Ecco, riacquistare il comando del respiro non è male come immagine. Lo possiamo fare. Il respiro è la base della vita.

Briciole (dalla brutta copia del mio prossimo libro)

libri

[Frammenti dalla brutta copia del mio prossimo libro]

…E se non tenteremo di cambiare, che cosa potrà mai succederci?

Succederà che prima o poi moriremo, in qualsiasi caso, ma in questo caso senza aver capito nulla di noi stessi, del mondo che ci circondava, di ciò che facevamo e dei motivi per i quali facevamo determinate cose, senza esserci mai avvicinati all’idea di ciò che forse avremmo voluto essere realmente. La fine è importante in tutte le cose, citando Hagakure. Ma questa sarebbe davvero una triste vita, con una triste fine…

RIMANETE SINTONIZZATI!!! 😉

Cristiano

[Briciole dalla brutta copia del mio prossimo libro]

A “Ciao! come stai?!”

B “Ciao, Bene grazie! E tu?”

A “Non mi lamento dai…Cosa fai adesso?”

A “Sto andando in cartoleria…”

B “No ma intendevo…nella vita…”

A “Mah…per ora vado in cartoleria e poi vedrò…”

B “…mh…”

A “Non sto facendo niente che ti interessi realmente, va bene?? Ho diversi hobby e passioni di cui potrei parlarti ma che non rientrerebbero in un tipo di conversazione flash come questa!”

Cos’è che nel 2014 spinge ancora le persone a farti quelle domande di merda? Semplice curiosità?
– …Che poi va di moda questa paura di perdere tempo, una patologia ormai diffusissima tra le persone che hanno sempre qualcosa di più importante da fare, con il cellulare che chiama in continuazione, i caffè velocissimi presi al bancone… Che cazzo devi fare di così importante?? Dove stai andando?? Il paragone con il criceto che corre sulla ruota è automatico! Non serve essere dei poeti per trovare una metafora più azzeccata di questa! Basta osservare! Ma chi si ferma più ad osservare oggi? Contemplare è diventato imbarazzante come pisciare nei bagni pubblici.

Il muratore di coscienza (Dalla brutta copia del mio prossimo libro)

ti devi costruire una tua coscienza, devi cercare sempre ciò che ti fa stare bene, difendendoti da insidie letali, osservando e cercando a tutti i costi un metodo personale di auto-conservazione. È un viaggio, una ricerca infinita che ti da modo di dare il meglio di te in ogni situazione, da solo e insieme agli altri.

a me fa impazzire (positivamente) che si facciano tanti giri di parole per tanti anni, esperienze spesso anche inutili ma che in qualche modo ti servono, per capire che tu invece sei “quella cosa là”…e ce l’avevo allo specchio, porca puttana! …ma niente, non c’è proprio niente da fare, impari col tempo a capire soprattutto cosa non sei. Con il passare del tempo ogni cosa prende un senso, anche quando non ce l’ha.

[Pezzi dalla brutta copia del mio futuro libro]

L’ignoranza miete vittime. E’ l’ignoranza che ci conduce all’odio. Tutto nasce da un’errata disposizione mentale, da una scarsa volontà di comprendere noi stessi, da una rinuncia di ricerca e di analisi dei nostri processi mentali…

…La ricerca del benessere personale è un nostro diritto ma più un dovere, che porta rispetto prima di tutto a noi stessi e quindi al prossimo. Altrimenti che viviamo a fare, se non per avvicinarci il più possibile alla consapevolezza?

Se non ci si forma, ci si deforma.
Bisogna accontentarsi.

Ma questa affermazione può essere giusta da un certo punto di vista, sbagliatissima da un altro. Accontentarsi non equivale a rassegnarsi. Non significa che dobbiamo restare fermi e non evolverci, ma nemmeno che dobbiamo rinunciare ad essere noi stessi. Accontentarsi significa… (continua nel libro)

Cosa significa innanzitutto “accontentarsi“, secondo te?

Cosa significa “rimanere te stesso“?


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“Il verso del cane” è la nostra voce interiore. Siamo noi, che nel frastuono delle opinioni altrui, nei faccia a faccia con le nostre scelte interiori quotidiane permettiamo che la voce del cuore venga soffocata dalla paura mentre cerca invano di rivelare la semplice verità. Nessun altro meglio del cane rappresenta la solitudine dell’individuo, complice e ostaggio dei suoi (apparentemente) simili. Dedicato al mio primo cane, grande poeta e grande amico, Bubu.

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