E via

Cercavo ombrelli,

una capanna

per quest’anima bagnata

dalla pioggia dei distratti,

scarica…

Scorreva pigra la mia vita

lentamente,

subivo l’esistenza

mentre luglio moriva,

tu già non c’eri più…

Un improvviso niente.

Ed io

che confidavo in un demente

me stesso,

non rispondeva,

vacillavo inesistente…

Sopravvivevo tra i disastri,

nutriti dai miei dubbi

Insistente

soffocavo tra gli istanti

malvissuti addormentati,

sbiaditi,

spenti,

cercavo appigli tra i perdenti

Inesistente.

Ma oggi come nuovo

oggi non scappo,

skippo

e vado avanti

Solco il mare dei rimpianti…

Prendo la mira

e mino la struttura dei miei sbagli

Per essere felice finalmente

Per riprendermi quegli anni

Per riprendermi dai danni…

Ho una dispensa ultraterrena

per cibarmi del divino,

per essere vivente…

Credo nel destino.

Ciononostante

dal mio io mantengo sempre le

distanze…

Nuoto sveglio tra gli errori

a denti stretti

stringo le redini

e cavalco

lo tsunami degli eventi…

E via

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13 Responses to “E via”


  1. 3 Mari 10 maggio 2013 alle 20:25

    bellissima si, sul serio…mi è piaciuta tanto 🙂

  2. 5 stefaniastravato 10 maggio 2013 alle 21:16

    un’energia vitale interiore che può essere solo il frutto di un intenso lavoro su sé stesso e che ti rende quella straordinaria persona che sei, incontro di ricchezza per tutti quelli che avvicini…

  3. 7 Amina Narimi 11 maggio 2013 alle 08:34

    “Ho una dispensa ultraterrena

    per cibarmi del divino,

    per essere vivente”

    Bella!! Bentrovato Cristiano

  4. 9 stelioeffrena 30 maggio 2013 alle 13:40

    Apprezzo molto le visioni che evocano dai tuoi versi. Ave.

  5. 10 gdpozzo 23 gennaio 2014 alle 10:45

    In pacifica stasi
    illuminata da un sole amico
    guardo l’onda
    che giunge,
    mi travolge
    e mi porta via con se
    in un mare di parole

    un saluto
    manola

  6. 12 Cristiano 4 giugno 2013 alle 00:30

    ahah potrebbe essere “colonna poetica” del tuo blog 😉


  1. 1 E via | Il Blog di Simone Moretti Trackback su 3 giugno 2013 alle 15:32

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“Il verso del cane” è la nostra voce interiore. Siamo noi, che nel frastuono delle opinioni altrui, nei faccia a faccia con le nostre scelte interiori quotidiane permettiamo che la voce del cuore venga soffocata dalla paura mentre cerca invano di rivelare la semplice verità. Nessun altro meglio del cane rappresenta la solitudine dell’individuo, complice e ostaggio dei suoi (apparentemente) simili. Dedicato al mio primo cane, grande poeta e grande amico, Bubu.

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